Conto Termico 3.0: quando è davvero attivo e come entra in gioco lo smart building
Il Conto Termico non è una novità assoluta: esiste dal 2012 e nasce con il D.M. 28 dicembre 2012, che introduce un meccanismo di incentivi in conto capitale per l’efficienza energetica e le rinnovabili termiche.
Negli anni questo strumento è stato aggiornato dal D.M. 16 febbraio 2016 (il cosiddetto “Conto Termico 2.0”). Con il D.M. 7 agosto 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 224 del 26 settembre 2025, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica fa un ulteriore salto e introduce il Conto Termico 3.0, cioè la nuova versione del meccanismo.
Da questo quadro discende tutto il resto: date, regole operative, possibilità di usare lo strumento per interventi di smart building e building automation.
Building automation e smart building nel Conto Termico 3.0
La novità strategica del 3.0 è proprio l’ingresso “a pieno titolo” delle tecnologie di building automation tra gli interventi incentivabili.
Il decreto definisce la building automation come l’insieme delle tecnologie di gestione e controllo automatico degli impianti termici ed elettrici degli edifici: sistemi che includono termoregolazione, contabilizzazione del calore, trasmissione ed elaborazione dei dati, monitoraggio continuo e funzioni di ottimizzazione.
Nelle tipologie di interventi del Conto Termico 3.0, la building automation rientra come:
Intervento II.F – Installazione di tecnologie di gestione e controllo automatico (building automation) degli impianti termici ed elettrici, inclusa l’installazione di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore.
Le Regole Applicative indicano, per questo intervento, una copertura indicativa pari a:
40% delle spese ammissibili, con un massimale di 60 €/m² e un incentivo massimo di 100.000 €, a seconda delle casistiche considerate.
Si tratta quindi di un capitolo dedicato a rendere l’edificio non solo più efficiente, ma anche “intelligente”: sistemi che leggono, analizzano e regolano automaticamente gli impianti, migliorano il comfort e forniscono dati utili per diagnosi, manutenzione predittiva e pianificazione.
Quando si può incentivare lo smart building con il Conto Termico 3.0
Per capire se la building automation può essere incentivata, è utile tenere insieme tre piani: tipologia di edificio, presenza di impianti e coerenza dell’intervento con gli obiettivi del decreto.
In sintesi, lo smart building entra con il Conto Termico 3.0 quando:
- l’edificio è esistente e dotato di impianti di climatizzazione e/o elettrici gestibili da sistemi di controllo;
- l’intervento riguarda tecnologie che monitorano e regolano automaticamente il funzionamento degli impianti (termostati evoluti, sistemi centralizzati BACS, controllo orari, scenari, integrazione con contabilizzazione del calore, ecc.);
- il progetto è impostato in modo da ottenere un risparmio energetico misurabile, non solo un upgrade “gadget” o estetico;
- la spesa è coerente con i massimali specifici (€/m² e tetto incentivo) e con le altre condizioni previste dalle Regole Applicative.
Per molti contesti tipici di Alde (condomìni complessi, edifici pubblici, impianti sportivi, strutture miste residenziale/terziario) questo significa poter strutturare interventi combinati:
- sostituzione di generatori obsoleti (caldaie tradizionali, impianti centralizzati datati);
- eventuale integrazione con pompe di calore, biomassa, solare termico;
- installazione di sistemi di building automation, termoregolazione e contabilizzazione del calore per controllare bene come l’energia viene usata.
La stessa logica si integra con i nuovi “requisiti minimi” 2025, che spingono verso edifici sempre più controllabili, monitorabili e ottimizzati: non basta avere una pompa di calore efficiente, serve dimostrare che l’impianto è gestito in modo intelligente.
Perché le date contano per chi gestisce immobili
Sapere che il Conto Termico 3.0 è in vigore a valle del D.M. 7 agosto 2025 e delle Regole Applicative del 19 dicembre 2025 non è solo un dettaglio tecnico: aiuta a decidere come impostare gli interventi da oggi in avanti.
Per chi amministra o gestisce edifici significa:
- distinguere con precisione gli interventi che ancora rientrano nel vecchio Conto Termico 2.0 da quelli che devono essere progettati sul 3.0;
- pianificare upgrade di impianto e di smart building dentro lo schema più aggiornato, sfruttando le nuove percentuali e le nuove tipologie ammesse;
- evitare progetti “a metà”, che intervengono solo sui generatori senza adeguare sistemi di controllo, contabilizzazione e monitoraggio.
Soluzioni Alde Group per Conto Termico 3.0 e smart building
Nel lavoro di Alde, il Conto Termico 3.0 non è solo un incentivo in più, ma diventa parte di un percorso integrato:
- lettura del quadro normativo aggiornato (decreto, Regole Applicative, requisiti minimi, privacy dati di misura, ecc.);
- analisi di impianti, consumi e infrastruttura digitale degli edifici (condomìni, scuole, impianti sportivi, residenziale turistico, agroproduttivo);
- progettazione di interventi che mettano insieme:
- efficienza energetica (generatori, involucro, illuminazione);
- sistemi di building automation e contabilizzazione;
- percorsi di sicurezza, accessibilità e valorizzazione (Registro Anagrafe Sicurezza, classificazioni tipo “Condominio Sette Stelle”, ecc.).
In questo modo il Conto Termico 3.0 e lo smart building non sono due binari separati, ma un unico strumento di lavoro per trasformare edifici energivori e poco controllabili in patrimoni efficienti, tracciabili e gestibili nel tempo, con un sostegno economico significativo a copertura degli investimenti.

